Alla scoperta del Vallo Adriano

Costruito nel 122 d.c. il grande impianto voluto dal successore di Traiano doveva costituire una difesa contro i Pitti, i temibili abitanti della parte settentrionale della Gran Bretagna, riottosi e restii ad assoggettarsi alla potenza romana, stabilita ormai da 80 anni, dopo le conquiste di Claudio. La costruzione del vallo desta meraviglia ancora oggi per la sua lunghezza, un lungo serpente che si snoda per 120 km, misurando 4 metri di altezza media.

La costruzione del muro difensivo, il primo di questo tipo nella romanità, segna un’inversione di rotta della spinta espansionistica romana nel Nord Europa e insieme al Limes, il confine rinforzato tra Danubio e Reno, divide il mondo civile romano dai barbari germani. Adriano erigendolo volle affermare un principio basilare: chi stava dentro e chi stava fuori. Altrove le barriere naturali funzionavano a dovere. Un gigantesco fiume come il Danubio resistette per tre secoli come difesa naturale. Costruire ponti non era semplice. A occidente il Reno forniva adeguatamente protezione dopo la disfatta di Varo a Teutoburgo, nel nord della Germania. Probabilmente senza questa sconfitta Tiberio e i successivi imperatori avrebbero invertito la tendenza pacificatrice imposta da Augusto. E Roma sarebbe arrivata a occupare le pianure della Danimarca e della Polonia. Ma i terreni intorno al Reno erano ricoperti di foreste e soprattutto erano molto vasti e le conoscenze geografiche non supportate da precise ricognizioni.

valloadrianoIn Gran Bretagna gli interessi romani erano stati limitati dalle distanze e dall’attraversamento della Manica, effettuato per la prima volta da Giulio Cesare in occasione della conquista della Gallia. La spedizione di Cesare era stata dimostrativa, così come il suo incredibile attraversamento del Reno, con un ponte costruito e poi demolito. Voleva dire ai popoli confinanti: noi siamo qui e possiamo venire a prendervi quando vogliamo, non sentitevi troppo sicuri. Paradossalmente il Vallo di Adriano comunicava questo: una volontà di arrestare la propria marcia e chiudere la civiltà e i benefici di cittadinanza a chi ne stava fuori. In Britannia il potere romano era consolidato dai tempi di Claudio e di Nerone e soprattutto Vespasiano, tramite il generale Agricola. Il territorio però era tutt’altro che pacificato. Ogni tanto si levavano delle ribellioni e il processo di romanizzazione procedeva a scatti. Adriano volle erigere un muro per fissare definitivamente il confine delle conquiste di Traiano. Secondo l’imperatore filosofo l’impero era giunto alla sua massima espansione, bisognava consolidare le conquiste e difendere le frontiere. La scelta sembrò oculata perché inaugurò un lunghissimo periodo di pace, salutato come lo splendore dell’epoca classica dell’impero (l’età degli Antonini). Il vallo era difeso da 9000 soldati e presentava delle torri di fortificazione e dei fortini ogni miglio. I soldati erano ausiliari, provenienti da altre regioni dell’Impero. Dopo il tradimento di Varo c’era una maggior riluttanza a mettere guardia abitanti del posto.

Il vallo costituisce probabilmente il testamento militare dell’arte ingegneristica romana, insieme al limes danubiano. Un sistema che ha consentito alla Britannia di adeguarsi al mondo civile e far entrare l’Inghilterra nel novero delle nazioni importanti, una volta che l’impero è crollato.

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