Cartagine alla vigilia delle guerre puniche

cartagine374La città di Cartagine era stata fondata dai Fenici, cioè i Punici in latino, verso l’814 a. C. sulla costa settentrionale dell’Africa, davanti alla Sicilia occidentale, dove oggi sorge Tunisi. Al tempo della prima guerra con Roma essa estendeva i suoi possedimenti dalla costa africana settentrionale, che dominava fino all’Egitto, alle isole del Mediterraneo (Sardegna, Corsica, Baleari, parte della Sicilia), alle coste meridionali della Spagna, con lo stretto di Gibilterra e parte delle coste atlantiche dell’Africa e della penisola iberica. Le scoperte e i grandi viaggi dei Fenici ne avevano fatto i primi grandi navigatori, in grado di imporsi a livello commerciale tramite l’apertura di empori e la fondazione di colonie.

Operando su larga scala, senza avere troppi concorrenti, i Cartaginesi si erano assicurati il controllo delle principali rotte commerciali, possedendo di fatto le grandi isole di Sardegna, Sicilia e Corsica, indispensabili alla navigazione sotto costa del tempo: esse erano ricche di approdi sicuri, insenature e porti natural, che potevano essere sfruttati per creare arsenali ed empori, mercati e stabilimenti. Anche l’agricoltura rappresentava una importante risorsa dell’economia di Cartagine, e i proprietari fondiari, grandi e meno grandi, erano favorevoli ad un consolidamento dei possedimenti africani, mentre i commercianti puntavano ad estendere il volume dei loro affari dilatando la conquista e i possedimenti d’oltremare. All’amministrazione dello stato partecipavano solo i cittadini di censo più elevato ai quali spettavano anche gli obblighi della milizia. Gli organi dell’amministrazione erano rappresentati da un senato di 300 membri, nominati a vita, che emanavano anche leggi, mentre un’altra assemblea di 30 membri esercitava prettamente il potere giudiziario. L’esecutivo era rappresentato da due magistrati supremi annuali eletti dall’assemblea del popolo, i suffeti. Come si può notare c’era un’analogia col sistema istituzionale romano dell’epoca.

La forza militare cartaginese era rappresentata principalmente una grande flotta che comprendeva tanto naviglio da trasporto, quanto triremi da combattimento. Come ricorderete, durante le fasi della venuta di Pirro in Italia, Cartagine mostrò i muscoli con Roma obbligandola a mantenere intatta la tradizionale alleanza che le legava, muovendo una flotta di cento navi davanti al porto di Ostia. Le forze di terra erano ingenti e agguerrite, ma erano formate da mercenari per cui si poteva dubitare della fedeltà alla patria, soprattutto in periodi di forte intensità bellica.

Tra Cartagine e Roma, come s’è detto, erano intercorsi rapporti fin dalla guerra contro Taranto. Le due potenze, quella in ascesa di Roma e quella consolidata di Cartagine, dovevano scontrarsi sul teatro siciliano, da tempo oggetto di interesse di stati come l’Epiro.

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