Come fu costruita la Grande Piramide

Si può produrre un blocco di pietra pesante diverse tonnellate, sollevarlo, spostarlo, posarlo su altri blocchi e realizzare così una costruzione di quasi 140 metri di altezza? Oggi possiamo, e riusciamo a farlo in pochi mesi. In Cina costruiscono hotel e palazzi residenziali in meno di una settimana fa. Però 5 mila anni fa, senza aver a disposizione le nostre macchine di sollevamento, senza conoscere le carrucole o l’uso dei metalli come strumento di lavoro e con la sola forza bruta delle braccia poteva sembrare veramente impossibile. Eppure, milioni di turisti all’anno ammirano ogni anno, nella spianata di Giza, appena fuori Il Cairo, il prodotto di questa forza: la Piramide di Cheope o Grande Piramide.

Come Stonehenge, i monumentali templi Maya, i templi greci, i nuraghi sardi, si tratta di costruzioni innalzate contro la forza di gravità, senza usare malta o cemento che li tenga insieme. Costruzioni antichissime, che mettono gli studiosi e gli archeologi di fronte a tanti misteri, il primo dei quali non riguarda certamente il perché furono costruite (ancora si dibatte), ma come furono innalzate.

Costruire, per gli antichi Egizi, era in qualche modo imitare la forza della natura, la sua capacità di costruzione. Significava anche cambiarla e assoggettarla a una visione propria del mondo, del mito e della religione. Ragionare in questi termini aiuta a capire come mai siano sorte tante teorie sulla loro costruzione. Secondo l’architetto francese Houdin, la grande piramide fu costruita grazia a una rampa interna, che permetteva agli operai specializzati di lavorare in sicurezza e all’ombra. La grande galleria, un cunicolo privo di decorazioni, ma con singolari scanalature alle pareti, sarebbe stata poi funzionale alla costruzione della Camera del Re, il cuore della piramide, servendo come binario per sollevare blocchi da 60 tonnellate. Teoria interessante, che ha visto anche una simulazione computerizzata per dimostrarla: forse l’edificio stesso, con la sua forma, suggerisce l’uso di una rampa a spirale. Gli antichi Romani, due millenni dopo, agli ordini di Tito espugnarono la cittadella di Masada, praticamente imprendibile vista la sua posizione, costruendo una rampa.

Ma se questo era il metodo di costruzione, da dove provenivano i grossi blocchi di granito? Secondo un altro egittologo francese, esperto di materiali da costruzione, il vero segreto potrebbe essere stato il calcestruzzo, che non sarebbe stato inventato dai Romani come si pensa. La versione dell’uso di una pietra agglomerata, fatta da più materiali, tagliata e issata con un sistema di argani, fece scalpore e ha indispettito non poco la comunità tradizionale di studiosi. Eppure sono stati rinvenuti manufatti creati non con semplice pietra, ma con un agglomerato di materiali, come i silicati idrati, conosciuti ed estratti dalle miniere del Sinai. Per costruire la piramide a cielo aperto fu disposto un immenso cantiere, formato da circa cinquemila schiavi specializzati. Un tempo si riteneva fossero schiavi, ma non è così. Per millenni la costruzione è stata la più alta mai costruita dall’uomo e si trovano oggi, piramidi ovunque, dal Louvre a Roma.

Be the first to comment

Leave a Reply

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*