Dalle poste romane alle poste private

Sembra che la più remota organizzazione di posta, il cui nome deriva dai luoghi di sosta dei messaggeri, si debba agli antichi cinesi e risalga intorno al 4000 a.C.; inoltre si sa che intorno al 2400 a.C. i faraoni istituirono in Egitto corriere per diffondere gli editti in tutto lo stato. Nel Vecchio Testamento si dà notizia di corrieri che Assuero, il re dei Medi, bevve a spedire per revocare l’ordine di proscrizione degli Ebrei. Da Senofonte l’invenzione della posta è attribuita a Ciro, da altri storici al suo successore Dario, benché entrambi questi re si fossero semplicemente limitati a meglio disciplinare l’antichissima istituzione persiana delle angarie. Infine, è noto che molte città greche si servissero di enunci e corrieri giornalieri. La prima grande organizzazione postale fu quella augustea del cursus publicus, che constava di un servizio celere a cui erano adibite carrozze leggere trainata da cavalli, e di un servizio normale con carri a dure ruote trainate prevalentemente da buoi. Oltre a questo servizio, riservato alla corrispondenza governativa, ne esisteva un altro per la posta dei privati. Questo sistema di poste fu più volte riorganizzato sotto Nerva, Traiano, Diocleziano, Antonino Pio, Costantino e Valentinian.

La posta dopo l’impero: quella privata

Caduto l’impero, i nuovi regni romano-barbarici ereditarono in parte le strutture, conservando forme modificate e ridotte di cursus. Nell’Italia dei Goti, l’unica vera innovazione fu il trasporto di messaggi su natanti fluviali, affidati a battellieri del Po. Durante il regno longobardo esistettero solo corrieri veloci per il trasporto delle corrispondenze ufficiali dei sovrani e dei duchi. L’organizzazione di un vero servizio postale di stato riappare dapprima solo nel mondo arabo, per l’esigenza di collegare le lontane terre del nascente impero; il califfo Moàvia fu l’artefice di un serio che, dal nome delle torri costruite a conveniente distanza per sorvegliare e proteggere i corrieri, venne detto berid. Questo servizio, a differenza del cursus romano, era destinato anche al trasporto della corrispondenza privata, e raggiunse un altro grado di efficienza e di speditezza, che si mantenne tale anche sotto i successivi califfi. Perso il potere dai califfi, i sultani d’Egitto prima, e i vari sultani arabi poi, organizzarono nei loro stai dei servizi postali, che si valsero largamente anche di piccioni viaggiatori per il trasporto di messaggi obbligatoriamente redatti in forma molto concisa data la natura del mezzo di trasporto. Le invasioni tartare e mongole determinarono nel mondo musulmano un decadimento, e l’organizzazione postale ne soffrì tanto che per vari secoli può considerarsi inesistente.

Oggi le poste sono messe in discussione dalla rivoluzione elettronica, ma va detto che ampio impulso alle spedizioni di tipo commerciale è stato dato dalla diffusione degli e-commerce come Amazon. I servizi postali propriamente detti, che riguardano per esempio l’invio di una raccomandata con ricevuta di ritorno, sono stati privatizzati, per cui è possibile aprire un poste private in franchising per sfruttare la tendenze o servirsi di esse per espletare le principali operazioni.

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