Il mistero Shakespeare

Nessun autore è più misterioso di quello che è il più grande drammaturgo di tutti i tempi, nonché uno dei massimi poeti in lingua inglese della storia: William Shakespeare. La vita di questo geniale, duraturo e influente autore è avvolta nel mistero, scarsamente documentata. Tuttavia esistono dei dati dati certi che ci possono consentire di individuare con esattezza la sua presenza e la sua attività incontrovertibile sia come attore, sia come compartecipe della gestione di una compagnia teatrale a Londra. Inoltre egli è accreditato come autore drammatico e ciò è stato provato. È stata inoltre dimostrata l’infondatezza delle teorie di coloro che, considerando Shakespeare solo come un prestanome, hanno attribuito ad altri autori le sue opere, come ad esempio Francis Bacon, vicino a Shakespeare come pensiero oppure a Christopher Marlowe, sul quale esiste una storiella simile a quella di Paul McCartney: si finse morto per sfuggire ai suoi nemici e continuò a vivere sotto falso nome, peraltro prendendosi la briga di diventare eccezionalmente famoso.

William Shakespeare era il terzo di otto figli. Il padre faceva commercio di pellami su e giù per l’Inghilterra e grazie a questa posizione riuscì a conquistarsi una certa posizione politica nella sua città. Ciò diede modo a William di frequentare le scuole locali, ma è sicuro che non fece gli studi universitari.

In vista della maggiore età William fu costretto a piegarsi alla volontà del padre, che gli impose un matrimonio riparativi con Agnes Hathaway, una donna più grande di lui di otto anni, dalla quella ebbe la figlia Susan. Nel 1585 la coppia dede alla luce due gemelli, Judith Hamnet, che morì a soli 11 anni. Non si conosce però cosa facesse per vivere in questa epoca William, forse faceva l’insegnante in una scuola per bambini oppure l’attore girovago in una compagnia teatrale. Si ha testimonianza della sua presenza nella capitale del regno nel 1592, certamente nell’ambito della professione teatrale. Viene infatti menzionato in modo polemico in un pamphlet di Robert Greene, come Shakescene (un gioco di parole per dire scuotiscena), un corvo che si fa bello di penne (piume) altrui. A quel tempo è possibile che Shakespeare avesse già scritto la seconda e la terza parte dell’Enrico VI e la prima parte del Riccardo III, ma la prima opera di cui si ha veramente notizia è un poemetto a sfondo erotico e sentimentale uscito nel 1593. Egli irruppe però nella scena poetica dando alle stampe i primi sonetti, in edizione clandestina, scritti tutti in quegli anni di apprendistato letterario e che lo consegnano alla letteratura mondiale, non solo come drammaturgo, ma anche come poeta.

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