La Roma arcaica e il Lazio primitivo

Il Lazio è il territorio dove si stanziarono i primi insediamenti il popolo conosciuto come dei Latini, in un’area estesa intorno ai Monti Albani, nel VI secolo avanti Cristo. Solo dopo, durante la dominazione etrusca, il territorio conosciuto come Latium incluse anche le aree degli Aurunci, degli Ernici, con un’estensione odierna. Le popolazioni che vi presero dimora svilupparono ben presto una serie di rapporti economici e religiosi, identificando dei punti di contatto e dei luoghi sacri in cui aggregarsi. Dati i tempi nacque ben presto l’esigenza di organizzare una difesa comune, sviluppando forme di aggregazione ufficiale basate su patti federativi tra villaggi costruiti in posizione strategiche, su alture più difendibili. Il luogo dove riunirsi, come detto, erano i templi e i santuari che entrarono ben presto nella sfera di influenza di Alba, la più importante città degli albori. Questa preminenza fu soppiantata da quella di Roma, in origine uno dei tanti villaggi latini, riportata nel celebre episodio degli Orazi contro i Curiazi. Intorno al primitivo nucleo di abitanti stanziatisi sul Palatino, facente parte della cosiddetta Roma quadrata. Questi nuclei abitativi si moltiplicarono negli anni, mischiandosi a gente etnicamente differente e tutte portatrici di civiltà non dissimili, appartenenti al mondo agro-pastorale.

colle-capitolinoL’importanza di questo centro crebbe con gli anni, fino a superare in breve i centri vicini, soprattutto grazie alla sua felice posizione geografica: vicina al mare, nei pressi di un punto di attraversamento del Tevere, difendibile e navigabile, sia come abitato, che come agro e che come accesso al mare. La presenza degli Etruschi a Roma a partire dalla fine del VII secolo – un influenza su di esse doveva esserci già prima – ne accelerò ulteriormente l’evoluzione, a cominciare dall’impianto urbano, che venne a comprendere numerosi colli e diede unità agli insediamenti umani qui presenti. Il nome Roma, dal quale derivò Romolo, è di origine incerta forse trucca, in greco significa “la forza”. Secondo alcune teorie giuridiche relative allo stato della monarchia romana e alla successiva cacciata dei Re, la plebe che fece l’Aventino costituiva la parte di popolo che si appoggiava ai re di origine etrusca segnalati nella cronologia ufficiale. I patrizi, che poi si definirono patres, erano le famiglie più importanti che erano state soggiogate dagli Etruschi e che aspiravano a tornare al potere. Una volta cacciati i Re furono i cosiddetti plebei a pretendere rivendicazioni e parità, iniziando a costituire magistrature proprie, fino a trovare nel matrimonio misto la possibilità di accedere alle cariche più importanti, come il consolato e la pretura (cioè quelle contrassegnate dall’imperium). Questo aspetto è molto importante per capire il punto di passaggio dalla fase etrusca a quella propriamente romana, con un significato quasi sempre contrario a quello che si è soliti immaginare generalizzando i concetti di plebe e patriziato.

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