Le guerre sannitiche: Roma soffre e vince

sannitiLa causa principale della difficile guerra che oppose Roma ai Sanniti, una bellicosa popolazione del Sannio, nell’attuale provincia di Benevento e parte del Molise, fu la richiesta di aiuto inoltrata ai Romani dai Campani, confinanti con i pericolosi vicini. L’annalistica romana riporta che la prima guerra fu vinta dai Romani, ma non è assolutamente così, a vincere furono i Sanniti, che trassero da questa affermazione la volontà di rendersi indipendenti rispetto alle logiche politiche di Roma nell’Italia meridionale.

Dopo i successi iniziali colti grazie alla collaborazione con Alessandro Il Molosso, un principe dell’Epiro (l’attuale Albania) che aveva mire sulla Lucania, sotto il dominio sannita, Roma si trovò in difficoltà per la morte del Molosso, che determinò la rovinosa sconfitta delle Forche Caudine, databile secondo le fonti greche al 330 a. C. Questa sconfitta, passata alla storia per il modo umiliante in cui si concluse, portò Roma a un parziale ritiro dalle sue posizioni più avanzate, attestando le truppe sul confine settentrionale del Liri. Ciò non bastò tuttavia a troncare i legami con le città principali della Campania e in particolare i maggiorenti di Napoli, che strinsero alleanze ancora più profonde con la Lega Latina. La pace successiva alle Forche Caudine durò diversi anni nei quali si temeva un’invasione di Alessandro Magno dall’Occidente. Poi Roma decise di sferrare una nuova offensiva, questa volta nella Puglia. Roma passò velocemente all’azione, sottomettendo l’importante città di Luceria, dove dedussero una colonia importante dal punto di vista strategico, ma ancora una volta – come nella prima fase della guerra – essa cominciò a subire degli importanti rovesci, che condussero alla rottura dell’alleanza con i Campani, i Volsci e gli Aurunci, dubbiosi delle capacità della loro alleata di averla vinta contro i determinati Sanniti.

Già nel 322 però, respingendo un’invasione sannita del Lazio, Roma si riprese avanzando in tutte le sue posizioni. I Sanniti, posti in una condizione critica, dovettero accettare una pace che ne ridimensionava il peso. La vittoria fu importante e si deve a una particolare riforma adottata nello schieramento della legione, che fu suddivisa in manipoli in grado di muoversi liberamente nel teatro di guerra, superando le difficoltà imposta dalla tattica di guerriglia degli avversari, che si facevano scudo del loro aspro territorio. Le legioni consolari inoltre salirono da due a quattro, consentendo di operare su più salienti del fronte. In questo modo Roma riuscì ad assicurarsi il controllo della Campania, la regione più ricca dell’Italia meridionale. Con la conquista di Luceria inoltre allungava gli artigli nel tacco dello stivale, tanto da metterla in attrito con la potente città greca di Taranto, che oramai era entrata nell’obiettivo dei Romani.

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