Le memorie di Adriano

imperatoreadriano1Publio Elio Adriano divenne imperatore alla morte di Traiano, nel 117, dopo l’adozione da parte del grande imperatore scomparso. Il sistema dell’adozione del “migliore” era stato già sperimentato da Nerva in occasione della scelta di Traiano ed era parso fin da subito un progresso rispetto alla normale successione dinastica conosciuta prima con i Giulio-Claudi poi con i Flavi. Quali erano i vantaggi alla designazione per adozione rispetto all’eredità naturale? In teoria anche prima l’imperatore, o meglio princeps, veniva scelto adottando il successore, ma la schiera era limitata alla parentela seppure allargata. Augusto si era rassegnato a scegliere Tiberio, il suo miglior generale, dopo che aveva perso Germanico; Caligola fu imposto in quanto discendente diretto di Augusto e Claudio in quanto fortemente imparentato con il predecessore. Per Nerone fu osservato lo stesso principio in quanto era figlio di Agrippina Minore, la consorte di Claudio.

La differenza stava naturalmente nelle ampie possibilità di scelta offerte dal mancato rispetto del principio dinastico. Con la scelta saggia di Traiano si era dimostrato che era possibile governare l’impero con avvedutezza e ambizioni, portandolo alla massima estensione. Traiano grazie all’equilibrio di poteri con la casta senatoriale era riuscito, pur essendo proveniente dalla Spagna, a sconfiggere i nemici esterni di Roma portando nuove ricchezze, come testimoniato dal suo celebre e innovativo Foro (in gran parte visibile ancora oggi dietro la celebre Colonna Traiana).

Adriano fu quindi il suo diretto successore, ma non aveva alcun legame di parentela. Nonostante egli marcasse con forza la sua provenienza romana, era di origine illiriche. Il suo nome è indissolubilmente legato al famoso Muro, la grande muraglia difensiva eretta in difesa della provincia della Britannia conquistata da Claudio. L’opera di Adriano fu significativa in quanto il muro trasmetteva l’idea di una nuova politica estera basata sulla difesa in profondità dei confini, preferendo rinforzare quelli conquistati da Traiano al fine di assicurare protezione in ogni angolo, soprattutto al confine con la Persia, al Nord in Britannia appunto e in Germania. Viaggiò più di ogni altro nelle province imperiali, visitandole e rendendosi conto di persone della situazione, trascorrendo più tempo fuori che a Roma.

Il suo principato pertanto fu contrassegnato da un florido periodo di pace, che consentì di proseguire lo sviluppo architettonico e monumentale di Roma, come testimonia il Pantheon. L’interesse per l’arte e la cultura fu sempre vivo. Pur sposato non ebbe figli dalla moglie, con la quale si disse che avesse un rapporto tumultuoso e preferisse la compagnia di un suo liberto, Antinoo. Fu addolorato dalla morte di questi e scelse come successore Lucio Elio Vero il padre di Lucio Vero, come erede designato, che però morì all’improvviso per un’emorragia. Al suo posto nominò Antonino, che fu detto “pio”, in quanto fedele e devoto al ricordo del “padre” adottivo. Con Tito Antonino la dinastia degli Antonini entra ufficialmente nella storia, assicurando a Roma un lungo e fecondo periodo di pace e crescita economica.

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