L’evoluzione del Vaticano e i suoi tesori

Si dice spesso non senza ragioni che il Vaticano è uno degli stati più ricchi del mondo. Ovviamente è un’esagerazione, ma sicuramente, se considerassimo il fatto che sul piano della superficie è il più ricco non possiamo non notare la densità del patrimonio artistico e culturale, presente in quel mezz’ettaro che oggi corrisponde alla sede amministrativa, civile e religiosa della Chiesa Cattolica.

Il nome deriva dal monte Vaticano, che pare fosse una sorta di cimitero fin dai tempi di Nerone. Sono state trovate delle necropoli, in una delle quali la tradizione colloca la tomba di San Pietro, l’Apostolo, da lì in poi considerato il primo vescovo di Roma e primo Papa. Fu l’imperatore Costantino a erigere la basilica in onore del santo, a partire dal 319 e fino al 350, quando l’imperatore era già morto.

Intorno alla costruzione della basilica iniziarono a sorgere edifici, strettamente connessi all’attività religiosa e alla vita liturgica della basilica. Più tardi iniziarono a sorgere gli edifici di accoglienza per i primi pellegrini. Già dall’inizio la basilica iniziò ad essere adornata di tesori e donazioni e subì una prima devastazione da parte dei Saraceni nell’846. A questo punto per evitare nuove spoliazioni, furono erette delle mura, concluse sotto il papato di Leone IV.

Sempre per ragioni di sicurezza fu costruito il celebre “passetto” che da Castel Sant’Angelo conduce al Vaticano, per consentire al Papa di rifugiarsi in caso di pericolo. Tuttavia queste fortificazioni furono demolite per fare spazio al palazzo Apostolico, oggi una delle sede principali. La basilica di Costantino a questo punto subì delle importanti modifiche operate dal Bramante, che gli diede una nuova facciata, che poi conobbe l’aggiunta della celebre cupola (su imitazione del Duomo di Firenze) e del colonnato sulla piazza antistante.

I palazzi del vaticano fanno parte del complesso mussale della città per via del loro imponente apparato bibliografico. La Biblioteca Apostolica è una delle più importanti del mondo. Possiede migliaia di codici, incunaboli e milioni di volumi, risultato di vari fondi di archivio e donazioni. Inoltre essa conserva antiche mappe, incisioni e stampe. L’attuale Biblioteca si deve al papa Niccolò V, in pieno rinascimento, ma fu arricchita da Leone X e dal solito Sisto V.

I manoscritti più antichi appartengono al fondo del Vaticano, ma se ne aggiunsero tanti altri di inestimabile valore, a partire da collezioni e raccolte private, come il fondo “Palatino” donato da Massimiliano I di Baviera. Si può dire che dal punto di vista bibliografico il Vaticano sia il luogo del pianeta con la più alta concentrazione di libri e codici e che solo questo giustifica l’appellativo di “ricchezza”.

I tesori d’arte sono naturalmente conservati nel sistema museale della Città, che comprende i Musei Vaticani, ricchi di opere che vanno dalle antichità classiche ed etrusche, fino ai capolavori scultorei del barocco e del classicisimo, passando naturalmente per una miriade di tesori del Rinascimento che culminano nel ciclo del Giudizio Universale di Michelangelo e negli affreschi della Capella Sistina.

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