Perchè su YouTube si trovano film e album completi gratis

Bisogna dirlo: YouTube è una delle invenzioni più cool del nuovo secolo. Da quando è comparso, nel 2005, è cresciuto progressivamente, diventando uno dei siti più visitati al mondo, grazie ai milioni di video ospitati. Acquistato da Google nel 2006 per la cifra di 1,65 miliardi di dollari, ben poco rispetto ai prezzi che spuntano oggi le aziende della Silicon Valley, il portale di video sharing è diventato dominante nel settore, grazie al passaparola online. Lentamente, comprendendo il meccanismo, major cinematografiche e musicali hanno messo piede sfruttando il traffico fatto di visualizzazioni per veicolare album e film.

Eppure basta una semplice ricerca nell’apposita casella per rendersi conto che sul sito e nell’app omologa è possibile trovare di tutto, compresi film in italiano completi, documentari, cartoni animati e interi album musicali. Dal 2006 YouTube sotto l’egida di Google Inc. sua proprietaria è impegnata nella lotta alla violazione di copyright, sospendendo account e cancellando di forza video. L’attività di rimozione dei video che violano i diritti d’autore è praticamente quella che impegna maggiormente YouTube, che ogni anno introduce nuovi aggiornamenti al software per riconoscere la violazione, ma tutto ciò non basta. Per la felicità dei navigatori che possono scoprire autentiche perle del cinema, ridere per le commedie italiane e americane, scovare capolavori dimenticati e ascoltare musica moderna e classica.

Molti artisti comunque rinunciano a perseguire le violazioni di copyright. In primo luogo perché è quasi materialmente impossibile rincorrere i caricamenti giornalieri, soprattutto per gli artisti più in vista. In secondo luogo, una pubblicità gratuita è comunque una pubblicità. Oggi le star guadagnano molto meno dalla vendita di album e download digitale, gran parte degli introiti arriva dai tour e dagli ingaggi. In questo senso “farsi conoscere” significa attrarre maggior pubblico ai concerti, con un guadagno laterale che le star più intelligente sanno convertire in fan affezionati. In terzo luogo, forse il fattore più importante Google ha imposto a YouTube lo stesso programma pubblicitario di revenue sharing (guadagni condivisi) già sperimentato con i webmaster nel programma AdSense. Chi detiene il copyright di fatto ha due alternative di fronte a un video caricato illegalmente: chiederne l’immediata rimozione con la cancellazione del video, del sonoro o dell’intero canale. Oppure: dimostrare che si possiede il copyright su quella particolare opera artistica e rivendicare la quota di guadagni condivisi. In questo modo YouTube onora le leggi sul diritto d’autore, arricchisce la piattaforma di contenuti e soprattutto cresce di visitatori, mettendo d’accordo tutti, artisti e pubblico.

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