Roma non fu costruita in un giorno

Una famosa hit del gruppo pop Morcheeba lo ripeteva con una melodia molto accattivante: Roma non è stata costruita in un giorno. L’espressione riprende un proverbio inglese che suole indicare la difficoltà di portare a compimento un progetto, un’opera importante, passo dopo passo. La frase ha un valore temporale: nei paesi anglosassoni indica il fatto che per ottenere qualcosa non bisogna avere fretta e soprattutto non bisogna pretendere la soddisfazione in modo immediato, perché in qualche modo non è meritato. Come a dire: Roma, per diventare Roma, ci ha messo secoli. Il proverbio è di origine francese, ma sicuramente centra bene la grandezza della città Eterna.

Gli storici tendono a sottolineare la grandezza di Roma in base alle sue conquiste territoriali, lo si vede anche passeggiando lungo Via dei Fori Imperiali, in prossimità del Colosseo. Una cartina scolpita nella pietra mostra i grandi possedimenti della città, il bacino Mediterraneo che diventa un mare interno. Certamente queste conquiste hanno lasciato il segno: a differenza dell’impero mongolico, di quello di Alessandro e di altre grandi entità spaziali, l’Impero Romano ha perdurato, così facendo ha creato una civiltà che oggi riconosciamo come quella occidentale, che è nata dal mescolamento delle genti di schiatta germanica con quelle di origine latina. L’occidente da oltre 2000 anni domina il mondo per avanzamento sociale, giuridico, politico e di qualità della vita, con alti e bassi, momenti di estrema conflittualità, ma sempre avanti al resto dei popoli del mondo.

Questo lascito perdurante, questo primato concreto nelle cose della vita quotidiana la dice tutta sulla grandezza della civiltà romana. I resti architettonici e monumentali sono sparsi ovunque: ciò che sorprende della romanità è il suo essere versato su aspetti molto pratici. I romani sono più ingegneri che artisti. Lasciano strade al posto dei templi, anche se questi non mancano. Ma è ovvio che arrivano a noi le cose più utili, che anche i posteri hanno ritenuto meritevoli di essere conservate e usate. È il caso degli acquedotti ad esempio o delle arene di gioco. Si è spesso dibattuto sul fatto che i romani non abbiano mai raggiunto lo sviluppo necessario per sfruttare il vapore, cioè per non fare affidamento sulla forza motrice dell’uomo e degli animali da tiro. In ciò può avere giocato un ruolo la grande forza militare, che metteva a disposizione un numero enorme di schiavi, la vera energia da lavoro che ha consentito una simile espansione. In compenso il popolo romano era molto sviluppato quando si trattava di piaceri della vita: i più ricchi avevano case grandi, ville con piscine, giardini e fontane, una servitù al cospetto, istruzione e soprattutto gioielli, suppellettili, cibi raffinati che arrivavano da tutte le parti dell’Impero. Molte delle istituzioni politiche attuali sono regolate da “magistrature” che ricalcano quelle romane, la vita privata è scandita da negozi giuridici di derivazione romana, primi fra tutti i diritti reali sulle proprietà, i contratti, di cui facciamo grande uso ogni giorno. Insomma, è proprio vero che Roma e la sua grandezza, non sono state costruite in un giorno.

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