Sovrappopolazione, forse siamo troppi sul pianeta?

Nel 1300 l’Europa subì una grande crisi che per certi versi, secondo lo storico Alessandro Barbero, si assomiglia molto a quella patita nell’ultimo decennio. Ma le cause sono differenti, dipendevano dal fatto che c’era sovrappopolazione rispetto alle superfici coltivabili.

I problemi demografici d’altronde sono stati al centro dell’agenda delle Nazioni Unite e di diversi governi nazionali, soprattutto in Asia e in Africa, dove il tasso di nascita è aumentato vertiginosamente. In molti si domandano se essere più di 7 miliardi, in questo piccolo pianeta, sia uno svantaggio o un vantaggio.

Se si osservano i tassi di crescita della popolazione si può notare che essi spesso sono inversamente proporzionali all’indice di sviluppo. È noto fin dagli anni Ottanta che le nazioni che vivono in un benessere diffuso, come è stata l’Italia in quel periodo e nel decennio successivo, facciano pochi figli. Motivo? Il lavoro, la tendenza a godersi maggiormente i soldi, assicurare un miglior futuro a una prole contenuta, il fatto che la ricchezza non dipenda più dal “proletariato” ma da altri misuratori. Se si guarda anche il tasso di crescita del Giappone e della Germania si vedrà che non è molto cambiato. Germania e Stati Uniti hanno visto crescere la loro popolazione solo per la grossa quota di immigrati e lo stesso discorso vale per Italia, Francia e Regno Unito.

Il più grande paese del mondo dal punto di vista della popolazione è la Cina, ma nel corso degli ultimi venti anni è stata quasi raggiunta dall’India, che ha un tasso di crescita economica inferiore, anche se in ascesa. La Cina per decenni ha imposto il figlio unico ai propri cittadini, legge che è stata recentemente abrogata, ma che non dovrebbe dar luogo a un boom demografico.

La sovrappopolazione si verifica comunque ogni qualvolta ci sia una scarsità di risorse in uno spazio limitato. Cioè un paese o una città non sono mai sovrappopolati, nemmeno se vi abitassero miliardi di persone, in astratto, fintanto che vi siano risorse per approvvigionarli. Il problema sorge appunto quando vi sia insufficienza di cibo e acqua e questo capita spesso nei paesi africani e in quelli asiatici ancora in fase di sviluppo.

Le conseguenze della mancanza di queste risorse, di fronte a un numero così elevato di persone, è dato sia dal fatto che si moltiplicano le morti e le emigrazioni di massa, sia al fatto che l’alta popolazione unita alla scarsità di risorse primarie conduca a epidemie e tassi di mortalità molto elevati, soprattutto nei bambini.

Per ovviare alla sovrappopolazione i paesi, consci del problema, agiscono in due modi: cercano di attuare politiche di prevenzione e controllo delle nascite, grazie a campagne informative e all’introduzione di contraccettivi a costo ridotto per tutta la popolazione. Inoltre cercando di acquisire risorse, spesso in modo aggressivo, con piani economici che a volte scatenano guerre. La corsa alle risorse è la principale fonte di guerra in quei paesi.

Secondo dei modelli matematici la popolazione della Terra non salirà fino al punto di diventare ingestibile, sfortunatamente per noi il pianeta l’avrà sempre vinta e troverà il modo di ridurre la popolazione dal picco massimo di sopportabilità.

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