Vacanze in Sardegna: più scelte, più possiblità

In tanti pensano di sapere molto della Sardegna, di conoscere le spiagge più famose e di averla visitata in modo adeguato per potersi formare un giudizio completo. Ma un turista attento, smanioso di conoscere questa terra, desideroso di ampliare le proprie conoscenze, sa che l’isola ha molto da offrire. In genere i turisti amano e odiano la Sardegna: amano le spiagge, i paesi, la cucina e l’ospitalità dei suoi abitanti. Detestano i disservizi, la mancanza di trasporti adeguati, una generale mancanza di professionalità nelle strutture di ricettività medie. Va detto che essi sono disposti a giustificare queste mancanze in luogo degli enormi pregi donati dai luoghi. La tipologia della vacanza media in Sardegna si orienta sia a seconda dei periodi, sia a seconda delle strutture utilizzate per il pernottamento. Va infine precisato che recentemente la vacanza è condizionata dai mezzi di trasporto, prima per il costo proibitivo dei trasporti via mare, poi per la diminuzione dei voli low cost. Vediamo di analizzare tutto.

La Sardegna ha quasi duemila chilometri di costa, molti dei quali sono pubblici, aperti a chiunque, non vincolati da proprietà private, servitù militari e stabilimenti balneari, questa ricchezza consente di poter trascorrere le vacanze in luoghi particolarmente incantevoli, piccoli paesi a un tiro di schioppo dal mare.

In vacanza tra tante opportunità

Chi sceglie la Sardegna per un week end in genere lo fa nel periodo di picco di presenze, che vanno aumentando progressivamente da Giugno fino a fine Agosto. Un week end in Costa Smeralda o a Villasimius prevede come scelta quella dell’albergo in posti come San Teodoro, Porto Rotondo, Cugnana o Palau. Chi ha la possibilità di trascorrere una settimana in genere si orienta verso due soluzioni, entrambe di grande successo.

Villaggi sul mare e bed and brefkast

La vacanza in una casa al mare è assai tipica, deve la sua fortuna all’abbondanza di seconde case dei sardi sul mare che sono state costruite durante il boom edilizio degli anni ’80, quando ancora non c’erano particolari vincoli e piani regolatori comunali. I sardi investivano i risparmi nel mattone, preferendo la costa alla città e iniziando a uscire dal mondo della campagna. Ancora oggi il comparto edilizio sardo (benché in forte crisi) fa la parte del leone come fatturato, a dimostrazione del fatto che questo settore è stato particolarmente rilevante nel lancio del turismo balneare. Sono sorte anche strutture a carattere familiare, come piccoli bed and breakfast e agriturismo, che sono in attesa di essere nuovamente regolamentati. Anche in Sardegna, la formula del villaggio turistico> ha avuto un enorme successo e i primi grandi villaggi sono sorti già trent’anni fa soprattutto nella costa a sud di Olbia (Budoni, Agrustos, San Teodoro) e in quella a ovest ed est di Cagliari (Villasimius e Santa Margherita di Pula in particolare).

La vacanza in hotel è molto gettonata e consente prenotazioni lungo il corso della bella stagione, con punte di prezzi molto alte dal 15 luglio al 15 agosto, a seconda delle strutture. Sono tanti gli alberghi con vista mare e si è diffusa anche la formula dell’albergo diffuso, soprattutto nei paesi dell’entroterra immediato, che consentono di godere dell’ospitalità sarda a un prezzo più contenuto.

La durata della vacanza

La durata della vacanza è insidiata dai prezzi di trasporto. Fino al 2016 l’aeroporto di Alghero era il principale punto di sbarco per i voli low cost provenienti da tutta Europa, convogliando turisti da ogni direzione, che spendevano poco nella tratta e potevano perciò permettersi una vacanza più lunga o più cara in villaggio od hotel, ad esempio. Chi invece vuole utilizzare la propria auto può sbarcare nei tre porti principali (Olbia, Porto Torres e Cagliari) godendo da quest’anno di un’adeguata concorrenza nel settore, che sta portando a un abbassamento delle tariffe. L’ideale per chi vuole raggiungere località lontane dai punti di arrivo.

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