Vino rosso e Italia: un connubio vincente

La tradizione vinicola italiana è semplicemente la testimonianza dell’amore che l’uomo ha per il vino. Lo amiamo tutti incondizionatamente. Chi non lo gradisce viene solitamente guardato con sospetto. Gli storici sono convinti che il vino sia una delle bevande fondanti della nostra civiltà occidentale, tanto che greci e romani ne avevano fatto una divinità. Ne apprezziamo il sapore, le diverse varietà che si producono nel mondo, e amiamo il fatto che il vino sia in grado di riunire delle persone a tavola e farle sentire più felici. In molti si considerano esperti di vini, si va dall’amatore che apprende i rudimenti della preparazione al vero e proprio vinaio che lo produce in cantina, dopo aver fatto una piccola vendemmia nel suo appezzamento di terreno.

Vini di pregio in Italia

Il vino è inebriante come si sa e spesso porta a malintesi o equivoci, ma c’è molto da imparare dalla tecnologia di preparazione, che oggi, grazie ai progressi della tecnica, è più sicura che mai. Eppure la preparazione, nonostante siano cambiati i mezzi, avviene sempre tramite gli stessi procedimenti. Il vino è un prodotto conviviale per eccellenza, che sta trovando ampio spazio anche con le nuove tecnologie. Sono sempre di più negozi che vendono vini rossi online, unitamente ai bianchi, ai vini da dessert, gli spumanti e i vini fortemente invecchiati. Sempre più gente acquista il vino per regalo, facendolo spedire in speciali cassette che poi vengono riutilizzate. I cultori della bevanda posseggono importanti cantine private, ricche di vini pregiati – le riserve – risalenti ad anni particolari, prodotte da viticoltori prestigiosi, in Italia come in Francia (tradizionalmente le patrie dei vini migliori del mondo).

Il costo del vino

Il vino sembra rendere la vita più semplice, ma in realtà nulla con il vino può essere accostato a una condizione di semplicità. A differenza di altre bevande, per esempio, il vino necessita di uno strumento come il cavatappi per essere consumato. Poi basta farsi un giro in un banco di supermercato o sfogliare il catalogo online di un venditore di vini, per rendersi conto immediatamente che ci sono bottiglie che costano 30-40 euro e altre che ne costano 3-4. Poi ci sono le classiche indicazioni da etichetta che spesso vengono utilizzate nel linguaggio comune. Ad esempio, usiamo la sigla DOC per esprimere un concetto di qualità e in effetti è così per quel che riguarda i vini a denominazione di origine controllata (cioè quei vini la cui provenienza è certificata da un particolare disciplinare). Idem per la DOCG, eppure ci sono vini con questa classificazione che non superano i 10 euro a bottiglia in un qualsiasi supermercato. Il vino è un campo complesso, che sovrintende processi di trasformazione della materia (la cosiddetta fermentazione, alla base di molti processi energetici a livello organico), nonché di conservazione.

Indicazione geografica tipica

Un’altra classificazione – per esempio – è quella dell’indicazione geografica tipica, che viene assunta ogni qualvolta si impiegano delle categorie geografiche di riferimento abbastanza ampie, ma che comunque configurano un’area di provenienza certa delle uve (ad esempio: i vini di Toscana, di Sardegna, del Chianti et cet). Chiunque voglia avvicinarsi al mondo del vino italiano non potrà certo prescindere da questi livelli di classificazione. Il vino ha un’importanza notevole dal punto di vista economico in Italia, che rimane il primo produttore al mondo, con vini che raggiungono picchi di eccellenza riconosciuti ovunque (anche se il livello medio dell’Italia è quello che fa la differenza). Le migliori aziende vitivinicole italiane non soddisfano solo la domanda interna – piuttosto elevata – ma soprattutto guardano al mercato estero, sia europeo, sia americano.

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