What is Aleppo? Ve lo diciamo noi

Basta una cifra significativa: prima dello scoppio della guerra civile in Siria, interessata anche dall’allargamento del conflitto contro lo Stato Islamico, Aleppo contava circa 2,3 milioni di abitanti. Era la metropoli più importante di quell’area del medio oriente, persino superiore a Damasco, come abitanti. Oggi si stima che in città non abitino più di 300 mila persone. Per questo ha fatto veramente impressione la gaffe del candidato alla presidenza degli Stati Uniti, per il partito dei libertari (un terzo concorrente oltre ai due grandi partiti) che letteralmente non sapeva cosa fosse Aleppo.

Eppure questa città è uno degli insediamenti urbani più antichi del mondo. Si può dire che insieme a Damasco è una delle culle della civiltà e non solo della zona, ma dell’intera umanità.

Situata a poca distanza dal confine turco, lungo la via che unisce la Mesopotamia (e quindi idealmente Iran, Iraq, Pakistan e India) col Mediterraneo, da sempre ha tratto vantaggio da questa posizione strategica, tanto che prima della guerra, oltre che ad essere un importante centro culturale, era anche un’area ricca di industrie, di fabbriche tessili, cementifici, lavorazione del grano e concerie.

Il nucleo più antico di Aleppo, sorto all’interno delle mura, come una cittadella, è arabo di aspetto, ma inserito dentro un contesto decisamente più vecchio, di origine ellenistico-romana.

Di questo periodo non abbiamo resti significativi, mentre sono invece ragguardevoli le costruzioni risalenti al dominio arabo, quando Aleppo era già diventata l’importante snodo commerciale e culturale della zona. La Grande Moschea, le scuole coraniche, in particolare la Madrasa del Paradiso, un caravanserraglio storico, che dà l’idea del traffico commerciale che vi si poteva trovare, e non ultima proprio la cittadella, che domina dall’alto tutto il panorama.

Aleppo comunque viene menzionata per la prima volta in archivi degli Hittiti risalenti nientemeno che al secondo millennio a. C., già come capitale di un regno della zona chiamato Yahmad, poi finito sotto la dominazione straniera (gli egizi, alla fine di un ciclo di occupazioni). Ripresa dagli Hittiti nel 1370 Aleppo restò in loro possesso fino alla fine del loro dominio ed entrò a far parte dell’impero Assiro, cui seguirono i babilonesi e infine i Persiani.

La sua storia proseguì anche con Alessandro Magno, che ne fece un importante centro della satrapia dei Seleucidi e passò ai Romani definitivamente con le conquiste di Pompeo, diventando una città di importanza strategica per tutta l’area. Data la sua posizione ha subito devastazioni e fioriture a cicli, alternati nel tempo, divenne capitale dello stato della Siria, protettorato della Francia al tempo della prima guerra mondiale, dopo la sconfitta dell’Impero Ottomano.

Oggi è una città in rovine, distrutta dallo stesso regime di Assad, che l’ha individuata come centro principale dei ribelli, combattuti dalla Russia, ma sostenuti tra gli altri dagli Stati Uniti. Un teatro di sangue che sembra non avere fine. Secondo le agenzie internazionali sono oltre 6 milioni i profughi siriani che hanno lasciato il paese. Ad Aleppo si contano solo 6000 morti, la maggior parte civili, negli ultimi due mesi e mezzo di combattimenti.

Foto fonte: flickr https://www.flickr.com/photos/58380178@N06/

Be the first to comment

Leave a Reply

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*